600 mg per porzione di estratto ottenuto dalla sola radice di Withania somnifera, titolato al 5% in withanolidi. Un supporto adattogeno pensato per lo stress quotidiano, l'energia e la concentrazione.
Riunioni che slittano, messaggi che si accumulano, sere che finiscono tardi. Wellvora Ashwagandha affianca le settimane cariche con un adattogeno documentato da millenni, dosato a 600 mg per porzione.
In Ayurveda la Withania somnifera rientra tra i rasayana, i tonici generali. È usata da sempre per accompagnare i periodi di carico senza sedare.
Un supporto al tono generale dell'organismo, utile quando la richiesta mentale resta alta per giorni consecutivi.
Il nome somnifera non è casuale: la radice è storicamente legata al riposo. Non è un sonnifero e non lascia pesantezza al risveglio.
Materia prima da coltivazione controllata e analisi indipendenti su ciascun lotto prima del rilascio. Niente OGM, glutine o lattosio.
Estratto di radice, una punta di pepe nero, capsula vegetale. Tutto qui: nessun legante, nessun riempitivo, nessun blend proprietario.
Arriva in tutta Italia in 2–4 giorni lavorativi, in imballo neutro e con codice di tracciamento.
Nessuna foglia, nessuna parte aerea: lavoriamo un estratto di sola radice titolato al 5% in withanolidi. La porzione giornaliera porta 600 mg di estratto e 5 mg di pepe nero, aggiunto per favorire l'assorbimento.
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Trimestre pesante in ufficio, con la testa sempre accesa. Verso la terza settimana ho notato che riuscivo a chiudere la giornata senza trascinarmela dietro.
La maggior parte dei prodotti che avevo provato stava sotto i 400 mg. Qui il dosaggio è dichiarato e coerente con quello che si legge negli studi. Nessun effetto di stordimento.
Ordine il martedì, pacco il venerdì, pagamento al corriere senza complicazioni. Dopo un mese la sera stacco prima e al mattino parto meglio. Riordinato.
120 capsule, 600 mg per porzione, spedizione a carico nostro. Gli adattogeni chiedono solo un po' di continuità.
Withania somnifera da coltivazione controllata, lavorata con un processo che non prevede solventi sintetici.
Il 5% di withanolidi corrisponde a 30 mg per porzione, identici in ogni lotto. Senza titolazione il contenuto attivo cambia a ogni raccolto.
Il dosaggio standard impiegato per sostenere l'assorbimento. Non serve andare oltre, e oltre aumentano solo le interferenze.
Trimestre pesante, testa sempre accesa. Dopo qualche settimana la sera riesco a chiudere davvero.
600 mg dichiarati e titolo indicato. Nessun blend misterioso e nessun effetto pesantezza durante il giorno.
Dopo il primo mese la sera stacco prima e al mattino parto meglio. Secondo ordine già fatto.
✓ Perfetto. Restano solo i dati per la consegna
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Nel nostro settore la reticenza è la norma: dosaggi generici, blend senza numeri, origini vaghe. Wellvora parte dall'idea opposta, cioè scrivere per esteso quanto principio attivo c'è, da dove arriva e chi lo ha verificato.
Un catalogo breve permette di seguire ogni referenza da vicino. Per l'Ashwagandha significa un solo estratto, ricavato dalla sola radice e titolato al 5% in withanolidi, dosato a 600 mg come nella letteratura di riferimento.
Lavoriamo con produttori certificati, con pratiche agricole documentate e una filiera ricostruibile fino al campo di origine.
Processo conforme agli standard GMP, privo di solventi sintetici, con titolo al 5% in withanolidi verificato lotto per lotto.
Un laboratorio indipendente controlla purezza, titolo e assenza di metalli pesanti e contaminanti prima che il lotto venga liberato.
Capsula vegetale e nulla più. Nessun antiagglomerante, nessun eccipiente aggiunto solo per riempire.
Adattogeni, dosaggi ed etichette, spiegati per quello che sono. Nessuna promessa miracolosa.
Parte di pianta, titolo, dosaggio: i tre dati che separano un estratto serio da uno qualunque.
Cosa sono, dove si concentrano nella pianta e con quali dosaggi si lavora in ricerca.
Riposo che non ripara, pomeriggi in salita, nervi corti: cosa vale la pena notare.
"10:1", "titolato al 5%", "GMP": quattro voci tradotte in italiano corrente.
Sonno e gestione dello stress spostano più di una serie aggiuntiva in palestra.
Piperina, assorbimento intestinale e perché il dosaggio si ferma a 5 mg.
Prendi due scatole di ashwagandha allo stesso prezzo: nome latino identico, grafica simile, promesse sovrapponibili. Eppure dentro può esserci un prodotto valido o uno praticamente inerte, e la differenza sta in tre righe che quasi nessuno legge.
La tradizione ayurvedica lavora la radice della Withania somnifera. Molti estratti a basso costo partono invece da foglie e parti aeree: più abbondanti, più economiche, più semplici da processare. Il problema è che il profilo fitochimico non coincide. Le foglie sono molto più ricche di withaferina A, una molecola che si comporta diversamente dai withanolidi tipici della radice.
Quindi: prima cosa da cercare in etichetta, la parte di pianta. Quando manca, di solito non è una dimenticanza.
Un estratto titolato garantisce una quota fissa di principio attivo in ogni produzione. Nel caso dell'Ashwagandha il riferimento sono i withanolidi, lattoni steroidei su cui si concentra quasi tutta la ricerca. Una polvere non titolata può oscillare parecchio da un raccolto all'altro: il peso in etichetta resta uguale, il contenuto attivo no.
Per Wellvora Ashwagandha abbiamo fissato tre paletti: estratto di sola radice, titolo al 5% in withanolidi e porzione da 600 mg, cioè 30 mg di attivi dichiarati. L'estrazione avviene senza solventi sintetici. Accanto trovi solo 5 mg di pepe nero e una capsula vegetale: nessun legante, nessun riempitivo, nessuna riga in più.
* Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, parlane con il tuo medico.
Tremila anni di uso ayurvedico, dove la Withania somnifera rientra tra i rasayana, i tonici generali. E poi vent'anni di studi clinici moderni, quasi tutti puntati su un'unica famiglia di molecole. Vale la pena capire di cosa si tratta.
I withanolidi sono lattoni steroidei distribuiti in tutta la pianta, ma non nello stesso modo: radice, foglie e frutti hanno assortimenti diversi. La letteratura sull'uso tradizionale riguarda in larga parte l'estratto ricavato dalla radice, ed è il motivo per cui la parte di pianta non è un dettaglio.
Il titolo al 5% di withanolidi è oggi lo standard di riferimento tra gli estratti seri: mette al riparo dalle oscillazioni stagionali e rende ogni capsula sovrapponibile alla precedente.
La maggioranza degli studi pubblicati lavora con estratti di radice tra i 300 e i 600 mg giornalieri, su cicli di 8-12 settimane. Abbiamo scelto il limite alto: 600 mg per porzione, allineati alla letteratura invece che sotto.
In Europa le indicazioni sugli integratori passano dall'EFSA. Sull'Ashwagandha non esistono claim autorizzati relativi alla cura o alla prevenzione di malattie, ed è giusto così: stiamo parlando di un integratore alimentare, non di un medicinale. Resta legittimo dire che è tradizionalmente impiegata per favorire rilassamento, equilibrio dell'organismo e riposo notturno.
La caffeina ti dà un picco e poi te lo riprende. Gli adattogeni no: il termine, coniato dal farmacologo Nikolai Lazarev negli anni '40, descrive sostanze che dovrebbero aiutare l'organismo ad adattarsi allo stress senza scossoni. Il prezzo da pagare è la pazienza, perché si ragiona in settimane e non in ore.
* Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, parlane con il tuo medico.
Lo stress cronico non arriva con un annuncio. Si deposita a strati, e i primi sintomi somigliano troppo alla normale stanchezza di una settimana piena per far scattare qualche allarme. Ecco cinque segnali che meritano attenzione.
La quantità di sonno non racconta tutto: contano la qualità, lo stress accumulato e lo stato nutrizionale. Se ti svegli regolarmente senza sentirti riposato, qualcosa nella notte non sta funzionando. Partire già in riserva alle sette del mattino non è la norma.
Il calo delle tre è comune a tutti. Diventa un segnale quando è quotidiano e ti costringe a riorganizzare la giornata attorno a lui. La capacità di restare concentrati a lungo è tra le prime cose che cedono sotto stress prolungato.
Scattare per una coda al supermercato raramente è una questione di carattere. Quando il sistema nervoso lavora sotto pressione costante, la soglia di reazione scende e la frustrazione arriva prima. È uno dei segnali che si tende a liquidare come "periodo storto".
Se la corsa di sempre o la solita seduta in palestra ti costano il doppio, non è detto che tu abbia perso condizione. Spesso è il recupero a mancare, non l'allenamento a essere aumentato.
Un espresso al mattino è un rito. Quattro distribuiti nell'arco della giornata solo per restare operativi sono un'altra cosa. Quando la caffeina serve a raggiungere il livello base di funzionamento, il problema non è il caffè.
Nessuno di questi punti è una diagnosi: sono spunti da portare al proprio medico, che resta il primo passo. Sul piano del benessere quotidiano, c'è chi affianca alla routine un adattogeno come l'Ashwagandha, tradizionalmente usata per favorire rilassamento e riposo. Resta un supporto, non una scorciatoia.
* Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, parlane con il tuo medico.
Lo scaffale degli integratori è progettato per confondere: sigle, rapporti numerici, percentuali e certificazioni che sembrano tutte ugualmente importanti. Ecco le quattro voci che contano davvero, tradotte.
"Estratto 10:1" vuol dire che sono serviti 10 grammi di pianta essiccata per ricavarne 1 di estratto. È un dato di processo, non di qualità: ti dice quanta materia prima è entrata, non quanto principio attivo è arrivato fino alla capsula.
Ed è proprio per colmare questo vuoto informativo che esiste la titolazione.
Qui si entra nel concreto: la titolazione fissa la percentuale garantita di principio attivo in ogni lotto. Per l'Ashwagandha si titola sui withanolidi, di norma al 5%. È questo il numero da confrontare tra due prodotti, non i milligrammi in copertina.
Good Manufacturing Practices: l'insieme di regole internazionali che disciplinano la produzione in ambienti controllati. Chi è certificato GMP accetta ispezioni e audit periodici. Vale come indicatore anche una certificazione equivalente, tipo NSF o USP.
Sull'efficacia di un estratto vegetale incidono poco. Contano moltissimo, invece, per chi ha intolleranze o segue una dieta specifica. Discorso diverso per il biologico, che riguarda il metodo di coltivazione della materia prima: nel nostro caso la certificazione è rilasciata da Where Food Comes From.
Estratto di radice di Ashwagandha (titolato al 5% in withanolidi) 600 mg per porzione, pari a 30 mg di attivi; polvere di pepe nero 5 mg; capsula vegetale. Tre voci in tutto: nessun blend proprietario, nessuna quantità nascosta.
* Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, parlane con il tuo medico.
Superati i trentacinque, quasi tutti si accorgono che tornare in forma dopo una seduta intensa richiede più tempo. Non è rassegnazione, è fisiologia: il VO2 max scende gradualmente, il recupero muscolare si allunga e la tolleranza allo stress cambia. Motivo per allenarsi di più, non di meno.
Fino ai trenta l'attenzione è tutta sul carico: più chili, più chilometri, più intensità. Dopo, preparatori e medici dello sport ripetono la stessa cosa: la variabile decisiva diventa il recupero. Sonno, gestione dello stress e carico nervoso pesano quanto il volume di lavoro.
L'Ashwagandha compare nella letteratura sportiva da decenni. La parola "adattogeno", introdotta dal farmacologo sovietico Nikolai Lazarev negli anni '40, descrive sostanze che dovrebbero facilitare l'adattamento allo stress fisico e mentale senza effetti stimolanti immediati. Nessun picco, quindi, ma anche nessun crollo successivo.
Nella tradizione viene associata al supporto della forza e della vitalità quotidiana, oltre che a un riposo più regolare. E il sonno resta la leva di recupero che nessuna capsula può sostituire.
Meglio dirlo chiaramente: nessun integratore rimpiazza un programma sensato, una dieta adeguata o otto ore di sonno. Gli estratti vegetali sono un complemento, non una leva. Chi si aspetta risultati senza cambiare abitudini rimarrà deluso; chi li aggiunge a una routine già curata può trarne qualcosa.
* Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, parlane con il tuo medico.
Sull'etichetta di Wellvora Ashwagandha compaiono due ingredienti attivi. Il primo è prevedibile: l'estratto di radice, 600 mg per porzione. Il secondo, cinque milligrammi di pepe nero, sembra un dettaglio fuori posto. Non lo è: serve a far arrivare il primo dove deve.
Il pizzicore del pepe nero (Piper nigrum) si deve a un alcaloide, la piperina. In fitoterapia però interessa per un altro motivo: rientra tra i cosiddetti bioenhancer, sostanze che migliorano l'assorbimento intestinale di altri composti.
Alcuni enzimi intestinali ed epatici, in particolare il citocromo P450 e la glicoproteina-P, smontano rapidamente molte sostanze prima che entrino in circolo. La piperina li rallenta temporaneamente, e una quota maggiore di principio attivo riesce a superare quel filtro.
Il caso più documentato è quello della curcumina, dove l'aggiunta di piperina produce aumenti importanti di biodisponibilità. Da lì l'abitudine si è estesa a molte altre formulazioni vegetali.
Cinque milligrammi sono il dosaggio standard delle formulazioni serie. Salire non produce un guadagno proporzionale sull'assorbimento, mentre aumenta la possibilità di interferenze con alcuni farmaci, in particolare anticoagulanti e molecole metabolizzate dal CYP3A4. Abbiamo preferito restare sul valore consolidato.
Se assumi farmaci con regolarità, parlane con il tuo medico prima di iniziare qualunque integrazione che contenga piperina. È una raccomandazione, non una formalità.
* Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, parlane con il tuo medico.
Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2026
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